Paolo e Francesca sono due personaggi realmente esistiti morti in nome dell’amore. La storia si sviluppa a Gradara nel famoso Castello a loro dedicati.

Siamo nel 1275 e Guido da Polenta decise di dare la mano di sua figlia Francesca a Giovanni Malatesta (detto Giangiotto  – Giovanni zoppo) che lo aveva aiutato nella guerra contro i suoi nemici.
Per evitare il possibile rifiuto da parte della giovane Francesca i potenti signori di Rimini e Ravenna tramarono l’inganno. Mandarono a Ravenna Paolo il Bello “piacevole uomo e costumato molto”, fratello di Giangiotto. Francesca accettò con gioia il matrimonio senza immaginare la sventura che le sarebbe capitata. Fu solo la mattina seguente alle nozze che scoprirà Giangiotto a letto di fianco a lei.

Francesca, passando del tempo, si innamorò comunque del cognato Paolo Malatesta, già sposato con figli. I due amanti si sarebbero conosciuti, frequentati e amati, fino al tragico epilogo, che secondo gli studi più recenti sarebbe avvenuto fra il 1283 e il 1285.
Gianciotto, fu avvertito di un possibile tradimento da parte della moglie e, dopo aver finto di partire per Pesaro, si nascose nel castello, cogliendo i due amanti in flagrante. Paolo avrebbe cercato di fuggire ma il suo mantello si sarebbe impigliato in un chiodo e mentre Francesca cercava di fargli da scudo, entrambi sarebbero caduti, trafitti dalla spada di Gianciotto.

Gli sventurati amanti vengono così immortalati da Dante nella Divina Commedia – V canto dell’Inferno. Dante li colloca all’inferno perché macchiati di un peccato gravissimo, ma li fa vagare assieme per non abbandonarli alla solitudine eterna

 

 

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